Sexting. Un fenomeno diffuso tra gli adolescenti

Il sexting, cioè lo scambio di immagini o video a sfondo erotico, tramite cellulare o internet è un fenomeno molto diffuso soprattutto tra gli adolescenti. Le ultime ricerche hanno rilevato dati molto preoccupanti…

Il sexting consiste in uno scambio di foto o di video con contenuti sessuali realizzati, spesso tramite cellulari, e diffusi come MMS o tramite internet (e-mail, chat, social network).
Il sexting sembra essere diventata una moda soprattutto tra i giovanissimi. Uno studio anglosassone, condotto da K. J. Mitchell dell’Università di Durham, ha raccolto informazioni da circa 1560 ragazzi di età compresa tra i 10 e i 17 anni. I risultati sono stati sconcertanti: circa il 10% dei ragazzi aveva scambiato materiale erotico tramite cellulare o internet.

In Italia, alcuni dati, pubblicati dall’Eurispes in collaborazione con Telefono Azzurro, indicano come quello del sexting sia un fenomeno in crescita. Ciò che è realmente preoccupante sono le conseguenze di quello che inizia come un “gioco da ragazzi”.
Il minore dà il via a uno scambio di materiale a contenuto erotico che inizia a circolare dapprima in una ristretta cerchia di “amicizie” per poi diffondersi a macchia d’olio senza che il “protagonista” possa avere più alcun controllo della propria immagine. Tale materiale potrebbe essere utilizzato a scopo di estorsione anche all’insaputa del primo destinatario.

Il sexting è vissuta dai ragazzi come una trasgressione, un modo “nuovo” di approcciarsi al sesso; però, anche se le loro intenzioni sono finalizzate solo al piacere e non hanno alcuno scopo persecutorio, le conseguenze di certe azioni possono essere molto pericolose.
E’ importante, perciò, fare informazione ai più giovani. E’ necessario “dialogare” il più possibile coi nostri figli, allievi e tutti gli adolescenti con cui entriamo in contatto, per capire il “perché” di certi comportamenti senza che essi possano sentirsi attaccati.
Possiamo ascoltare questi ragazzi e comprendere se c’è un disagio alla base o semplici insicurezze tipiche della loro età. Giudicarli non servirà a molto, sapere cosa muove le loro azioni, invece, può essere utile a noi, per capire, e a loro, per sentirsi compresi.
La nostra vicinanza servirà a diminuire un fenomeno che, invece, aumenterà sempre di più se questi ragazzi saranno lasciati soli…
Antonella D’Oriano
 

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